| S N S / LA BOUTIQVE NOTARILE |
| S N S / Business |:
Diritti di voto non proporzionali nelle Srl: come si calcolano i quorum?
Quando lo statuto attribuisce diritti di voto maggiori o minori rispetto alle partecipazioni, cambia il modo in cui si formano e si approvano le decisioni dei soci.
La regola è netta: i quorum si determinano sul totale dei voti attribuiti dallo statuto, non sul capitale sociale.
È un passaggio fondamentale per tutte le SRL che adottano categorie speciali di quote, diritti particolari o meccanismi di voto rafforzato.
1. Conta il voto, non la quota
In assenza di una diversa clausola statutaria:
- la validità dell’assemblea dipende dai voti complessivi previsti dallo statuto;
- le maggioranze si calcolano sul numero dei voti, non sulla percentuale di capitale rappresentato.
Il principio è semplice: se il voto non è proporzionale, anche i quorum non possono esserlo.
2. Come stabilire chi può votare in ogni decisione
Quando il diritto di voto dipende dal soggetto titolare della partecipazione, la società deve verificare – per ogni singola decisione – chi è legittimato a esercitare quel voto.
Il criterio varia in base al regime di circolazione delle quote:
- Sistema tradizionale (art. 2470 c.c.)
Vale chi risulta iscritto nel Registro Imprese. - Sistema “dematerializzato” ex art. 100-ter TUF
• prevale chi presenta la certificazione di legittimazione al voto;
• in mancanza, l’intermediario intestatario per conto terzi. - Quote scritturali
Rileva il soggetto da ultimo iscritto nel libro soci.
La regola pratica è chiara: la società deve individuare chi è socio “in quel momento” secondo il sistema adottato.
3. Perché questo tema è strategico
L’uso del voto non proporzionale consente:
- governance più flessibile;
- tutela rafforzata di soci strategici;
- assetti societari moderni senza alterare il capitale;
- riduzione dei rischi di impugnazione tramite controlli puntuali sulla legittimazione al voto.
È uno degli strumenti più evoluti per costruire strutture societarie efficienti, stabili e adatte a operazioni complesse.
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Diritti di voto non proporzionali nelle Srl: come si calcolano i quorum?
Quando lo statuto attribuisce diritti di voto maggiori o minori rispetto alle partecipazioni, cambia il modo in cui si formano e si approvano le decisioni dei soci.
La regola è netta: i quorum si determinano sul totale dei voti attribuiti dallo statuto, non sul capitale sociale.
È un passaggio fondamentale per tutte le SRL che adottano categorie speciali di quote, diritti particolari o meccanismi di voto rafforzato.
1. Conta il voto, non la quota
In assenza di una diversa clausola statutaria:
- la validità dell’assemblea dipende dai voti complessivi previsti dallo statuto;
- le maggioranze si calcolano sul numero dei voti, non sulla percentuale di capitale rappresentato.
Il principio è semplice: se il voto non è proporzionale, anche i quorum non possono esserlo.
2. Come stabilire chi può votare in ogni decisione
Quando il diritto di voto dipende dal soggetto titolare della partecipazione, la società deve verificare – per ogni singola decisione – chi è legittimato a esercitare quel voto.
Il criterio varia in base al regime di circolazione delle quote:
- Sistema tradizionale (art. 2470 c.c.)
Vale chi risulta iscritto nel Registro Imprese. - Sistema “dematerializzato” ex art. 100-ter TUF
• prevale chi presenta la certificazione di legittimazione al voto;
• in mancanza, l’intermediario intestatario per conto terzi. - Quote scritturali
Rileva il soggetto da ultimo iscritto nel libro soci.
La regola pratica è chiara: la società deve individuare chi è socio “in quel momento” secondo il sistema adottato.
3. Perché questo tema è strategico
L’uso del voto non proporzionale consente:
- governance più flessibile;
- tutela rafforzata di soci strategici;
- assetti societari moderni senza alterare il capitale;
- riduzione dei rischi di impugnazione tramite controlli puntuali sulla legittimazione al voto.
È uno degli strumenti più evoluti per costruire strutture societarie efficienti, stabili e adatte a operazioni complesse.