| S N S / LA BOUTIQVE NOTARILE |
Assegnazioni agevolate ai soci:
il termine si chiude il 30 settembre 2026
Un’opportunità di pianificazione patrimoniale che richiede un’attenta valutazione civilistica, fiscale e notarile
La Legge di Bilancio 2026 ha riproposto uno degli strumenti più efficaci di pianificazione patrimoniale degli ultimi anni: l’assegnazione e la cessione agevolata dei beni ai soci, nonché la trasformazione agevolata in società semplice.
Il termine ultimo per beneficiare dell’agevolazione è fissato al 30 settembre 2026. Dopo tale data l’operazione tornerà ad essere assoggettata al regime ordinario, con un carico fiscale generalmente molto più elevato.
La finalità della norma
L’obiettivo perseguito dal legislatore è quello di favorire la fuoriuscita dal patrimonio societario di beni non più funzionali all’attività d’impresa, consentendo il loro trasferimento ai soci con una tassazione sostitutiva significativamente ridotta.
L’istituto, già utilizzato nelle precedenti riaperture normative (2016, 2023, 2025), viene nuovamente proposto con una disciplina sostanzialmente analoga, ormai ampiamente interpretata dalla prassi amministrativa e professionale.
Le operazioni agevolabili
La disciplina riguarda tre diverse operazioni:
- assegnazione di beni ai soci;
- cessione di beni ai soci;
- trasformazione di società commerciali in società semplice quando l’attività consiste prevalentemente nella gestione di immobili.
Dal punto di vista notarile si tratta di operazioni profondamente differenti sotto il profilo civilistico, pur condividendo il medesimo regime fiscale agevolato.
Quali società possono usufruirne
Possono accedere al regime:
- società per azioni;
- società in accomandita per azioni;
- società a responsabilità limitata;
- società in nome collettivo;
- società in accomandita semplice;
- società equiparate ai fini tributari.
Restano invece escluse, in linea generale, le cooperative e gli enti non commerciali.
I requisiti dei soci
Uno dei profili maggiormente analizzati dall’Agenzia delle Entrate riguarda l’individuazione dei soci legittimati.
Possono beneficiare dell’agevolazione:
- i soci risultanti iscritti nel libro soci (ove previsto) entro il termine individuato dalla legge;
- ovvero coloro che dimostrino il possesso della partecipazione mediante titolo avente data certa nei termini previsti.
La ratio della disposizione è evidente: impedire ingressi nella compagine societaria effettuati esclusivamente per sfruttare il beneficio fiscale.
Quali beni possono essere assegnati
La disciplina riguarda principalmente:
- immobili patrimonio;
- immobili merce;
- immobili strumentali per natura ma non utilizzati direttamente nell’attività d’impresa;
- beni mobili iscritti nei pubblici registri non strumentali.
Restano esclusi gli immobili effettivamente strumentali per destinazione e, più in generale, i beni indispensabili per l’esercizio dell’attività aziendale.
L’imposta sostitutiva
L’aspetto economicamente più rilevante consiste nell’applicazione di una imposta sostitutiva:
- 8% nella generalità dei casi;
- 10,5% per le società considerate non operative nei periodi previsti dalla legge.
La base imponibile è costituita, in linea generale, dalla differenza tra il valore normale (ovvero, nei casi consentiti, il valore catastale per gli immobili) ed il costo fiscalmente riconosciuto del bene.
Le imposte indirette
Uno degli aspetti più interessanti riguarda anche la fiscalità indiretta.
Sono infatti previste:
- imposta di registro ridotta alla metà rispetto all’ordinario;
- imposte ipotecaria e catastale applicate in misura fissa;
- IVA secondo le regole ordinarie quando l’operazione ne è soggetta.
Anche sotto questo profilo il risparmio fiscale può risultare estremamente significativo.
Il ruolo centrale del notaio
L’assegnazione non costituisce una semplice operazione fiscale.
Essa implica:
- verifica della legittimazione societaria;
- controllo della corretta formazione della volontà assembleare;
- accertamento della disponibilità dei beni;
- verifica dell’assenza di vincoli o limitazioni;
- adeguata verifica antiriciclaggio;
- corretta qualificazione civilistica dell’operazione;
- controllo della coerenza tra disciplina societaria e regime fiscale prescelto;
- predisposizione e stipula dell’atto notarile;
- esecuzione della pubblicità immobiliare;
- registrazione fiscale;
- eventuali adempimenti presso il Registro delle Imprese.
Gli studi del Consiglio Nazionale del Notariato evidenziano come l’analisi preliminare dell’operazione rappresenti spesso la fase più delicata, poiché richiede il coordinamento tra disciplina civilistica, tributaria e societaria.
Le valutazioni di convenienza
Secondo la prassi professionale dei Dottori Commercialisti, la convenienza dell’assegnazione non può essere valutata considerando esclusivamente l’imposta sostitutiva.
Occorre analizzare almeno:
- valore fiscale degli immobili;
- eventuali riserve disponibili;
- effetti sul patrimonio netto;
- impatto sul costo fiscale della partecipazione del socio;
- presenza di finanziamenti soci;
- eventuali plusvalenze latenti;
- disciplina IVA;
- prospettive future dell’immobile;
- eventuale successione generazionale.
Solo un’analisi complessiva consente di stabilire se l’assegnazione sia realmente preferibile rispetto ad altre soluzioni, quali la cessione, la distribuzione di riserve o la trasformazione in società semplice.
Le scadenze
Per beneficiare dell’agevolazione:
- l’atto deve essere perfezionato entro il 30 settembre 2026;
- entro la stessa data deve essere versato il 60% dell’imposta sostitutiva;
- il restante 40% dovrà essere versato entro il 30 novembre 2026.
Conclusioni
La riapertura dell’assegnazione agevolata rappresenta una concreta opportunità per le società che detengono immobili o altri beni non più strategici. Tuttavia, l’operazione richiede un’attenta valutazione preventiva: non si tratta di un semplice trasferimento di beni, ma di un’operazione straordinaria che coinvolge profili civilistici, societari, tributari e notarili strettamente intrecciati.
Per questo motivo è opportuno avviare con largo anticipo l’analisi della situazione patrimoniale della società e verificare, insieme al notaio e al consulente fiscale, la soluzione più efficiente prima della scadenza del 30 settembre 2026.
Nota deontologica: Il presente contributo ha finalità esclusivamente divulgative e non costituisce consulenza professionale. La concreta applicabilità del regime agevolato richiede una valutazione caso per caso, alla luce della normativa vigente, dei documenti societari e degli orientamenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate e della giurisprudenza.
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Assegnazioni agevolate ai soci:
il termine si chiude il 30 settembre 2026
Un’opportunità di pianificazione patrimoniale che richiede un’attenta valutazione civilistica, fiscale e notarile
La Legge di Bilancio 2026 ha riproposto uno degli strumenti più efficaci di pianificazione patrimoniale degli ultimi anni: l’assegnazione e la cessione agevolata dei beni ai soci, nonché la trasformazione agevolata in società semplice.
Il termine ultimo per beneficiare dell’agevolazione è fissato al 30 settembre 2026. Dopo tale data l’operazione tornerà ad essere assoggettata al regime ordinario, con un carico fiscale generalmente molto più elevato.
La finalità della norma
L’obiettivo perseguito dal legislatore è quello di favorire la fuoriuscita dal patrimonio societario di beni non più funzionali all’attività d’impresa, consentendo il loro trasferimento ai soci con una tassazione sostitutiva significativamente ridotta.
L’istituto, già utilizzato nelle precedenti riaperture normative (2016, 2023, 2025), viene nuovamente proposto con una disciplina sostanzialmente analoga, ormai ampiamente interpretata dalla prassi amministrativa e professionale.
Le operazioni agevolabili
La disciplina riguarda tre diverse operazioni:
- assegnazione di beni ai soci;
- cessione di beni ai soci;
- trasformazione di società commerciali in società semplice quando l’attività consiste prevalentemente nella gestione di immobili.
Dal punto di vista notarile si tratta di operazioni profondamente differenti sotto il profilo civilistico, pur condividendo il medesimo regime fiscale agevolato.
Quali società possono usufruirne
Possono accedere al regime:
- società per azioni;
- società in accomandita per azioni;
- società a responsabilità limitata;
- società in nome collettivo;
- società in accomandita semplice;
- società equiparate ai fini tributari.
Restano invece escluse, in linea generale, le cooperative e gli enti non commerciali.
I requisiti dei soci
Uno dei profili maggiormente analizzati dall’Agenzia delle Entrate riguarda l’individuazione dei soci legittimati.
Possono beneficiare dell’agevolazione:
- i soci risultanti iscritti nel libro soci (ove previsto) entro il termine individuato dalla legge;
- ovvero coloro che dimostrino il possesso della partecipazione mediante titolo avente data certa nei termini previsti.
La ratio della disposizione è evidente: impedire ingressi nella compagine societaria effettuati esclusivamente per sfruttare il beneficio fiscale.
Quali beni possono essere assegnati
La disciplina riguarda principalmente:
- immobili patrimonio;
- immobili merce;
- immobili strumentali per natura ma non utilizzati direttamente nell’attività d’impresa;
- beni mobili iscritti nei pubblici registri non strumentali.
Restano esclusi gli immobili effettivamente strumentali per destinazione e, più in generale, i beni indispensabili per l’esercizio dell’attività aziendale.
L’imposta sostitutiva
L’aspetto economicamente più rilevante consiste nell’applicazione di una imposta sostitutiva:
- 8% nella generalità dei casi;
- 10,5% per le società considerate non operative nei periodi previsti dalla legge.
La base imponibile è costituita, in linea generale, dalla differenza tra il valore normale (ovvero, nei casi consentiti, il valore catastale per gli immobili) ed il costo fiscalmente riconosciuto del bene.
Le imposte indirette
Uno degli aspetti più interessanti riguarda anche la fiscalità indiretta.
Sono infatti previste:
- imposta di registro ridotta alla metà rispetto all’ordinario;
- imposte ipotecaria e catastale applicate in misura fissa;
- IVA secondo le regole ordinarie quando l’operazione ne è soggetta.
Anche sotto questo profilo il risparmio fiscale può risultare estremamente significativo.
Il ruolo centrale del notaio
L’assegnazione non costituisce una semplice operazione fiscale.
Essa implica:
- verifica della legittimazione societaria;
- controllo della corretta formazione della volontà assembleare;
- accertamento della disponibilità dei beni;
- verifica dell’assenza di vincoli o limitazioni;
- adeguata verifica antiriciclaggio;
- corretta qualificazione civilistica dell’operazione;
- controllo della coerenza tra disciplina societaria e regime fiscale prescelto;
- predisposizione e stipula dell’atto notarile;
- esecuzione della pubblicità immobiliare;
- registrazione fiscale;
- eventuali adempimenti presso il Registro delle Imprese.
Gli studi del Consiglio Nazionale del Notariato evidenziano come l’analisi preliminare dell’operazione rappresenti spesso la fase più delicata, poiché richiede il coordinamento tra disciplina civilistica, tributaria e societaria.
Le valutazioni di convenienza
Secondo la prassi professionale dei Dottori Commercialisti, la convenienza dell’assegnazione non può essere valutata considerando esclusivamente l’imposta sostitutiva.
Occorre analizzare almeno:
- valore fiscale degli immobili;
- eventuali riserve disponibili;
- effetti sul patrimonio netto;
- impatto sul costo fiscale della partecipazione del socio;
- presenza di finanziamenti soci;
- eventuali plusvalenze latenti;
- disciplina IVA;
- prospettive future dell’immobile;
- eventuale successione generazionale.
Solo un’analisi complessiva consente di stabilire se l’assegnazione sia realmente preferibile rispetto ad altre soluzioni, quali la cessione, la distribuzione di riserve o la trasformazione in società semplice.
Le scadenze
Per beneficiare dell’agevolazione:
- l’atto deve essere perfezionato entro il 30 settembre 2026;
- entro la stessa data deve essere versato il 60% dell’imposta sostitutiva;
- il restante 40% dovrà essere versato entro il 30 novembre 2026.
Conclusioni
La riapertura dell’assegnazione agevolata rappresenta una concreta opportunità per le società che detengono immobili o altri beni non più strategici. Tuttavia, l’operazione richiede un’attenta valutazione preventiva: non si tratta di un semplice trasferimento di beni, ma di un’operazione straordinaria che coinvolge profili civilistici, societari, tributari e notarili strettamente intrecciati.
Per questo motivo è opportuno avviare con largo anticipo l’analisi della situazione patrimoniale della società e verificare, insieme al notaio e al consulente fiscale, la soluzione più efficiente prima della scadenza del 30 settembre 2026.
Nota deontologica: Il presente contributo ha finalità esclusivamente divulgative e non costituisce consulenza professionale. La concreta applicabilità del regime agevolato richiede una valutazione caso per caso, alla luce della normativa vigente, dei documenti societari e degli orientamenti interpretativi dell’Agenzia delle Entrate e della giurisprudenza.