LETTERA DEL PRESIDENTE NOTAIO LERA AL GIORNALE DI BRESCIA – RUBRICA “LETTERE AL DIRETTORE”

Gentile Direttore,

Le chiedo ospitalità in questa rubrica in relazione all’articolo pubblicato nell’edizione di domenica  13 maggio del Giornale di Brescia intitolato: M5S-Lega, ore decisive per l’intesa. Mattarella: "Non sono un notaio". Nel riportare le parole del Presidente della Repubblica, volte a rapportare all’attuale congiuntura politica le scelte a suo tempo operate da Luigi Einaudi nell’esercizio delle sue funzioni presidenziali, l’estensore afferma che Sergio Mattarella avrebbe dichiarato di non essere un notaio che "registra senza pensare e valutare". Non avendo rinvenuto traccia della parte da me virgolettata nei resoconti giornalistici dell’intervento in argomento, nella mia qualità di presidente del Consiglio Notarile di Brescia mi preme esprimere, nell’ottica di un sereno e costruttivo confronto, alcune considerazioni al riguardo. La legge notarile attribuisce al notaio, non solo libero professionista ma anche e soprattutto pubblico ufficiale, il compito di indagare la volontà delle parti e di dare ad essa attuazione a mezzo dell’adozione dello strumento giuridico maggiormente idoneo al contemperamento ed alla realizzazione degli  interessi coinvolti. Ben lontano dall’essere un mero certificatore, come accade in altri ordinamenti giuridici, nel nostro Paese il notaio è, in ultima analisi, un consulente chiamato ad assistere il cliente in numerosi importanti passaggi della sua esistenza, esercitando una funzione di assistenza che, d’altro canto, non può che muovere dalla volontà delle parti, senza nessuna possibilità di interventi di natura autoritativa. Ciò detto, ritengo che le parole del Presidente della Repubblica, che nella sua profonda cultura giuridica ben conosce i contenuti della funzione notarile, fossero appunto dirette a ricordare  la personalità "interventista" del Presidente Einaudi e a sottolineare la possibilità di una replica da parte sua, in questo delicato frangente politico, di tale interpretazione del ruolo presidenziale. In ciò quindi risiede chiaramente la distinzione operata dal Capo dello Stato tra il ruolo dal medesimo rivestito, massima autorità istituzionale chiamata, anche in un sistema parlamentare come il nostro, allo svolgimento di fondamentali prerogative politiche costituzionalmente previste, e quello del notaio, interprete delle volontà delle parti e coordinatore degli  interessi giuridici ed economici delle stesse. Per tutto quanto sopra esposto duole quindi rimarcare che la concezione della nostra figura professionale che traspare dall’articolo in questione, improntata ad  una riduttiva valutazione della funzione Notarile quale anodina e meccanica registrazione della realtà circostante, è assolutamente fuorviante e non rispondente alla realtà. Ben conoscendo le insidie insite in ogni professione intellettuale e, lo ribadisco, senza alcuna vis polemica, mi permetto di sottolineare che in questo frangente l’articolista ha forse lui sì operato "senza pensare e valutare" e lo invito a visitare il mio studio professionale, o quello di qualunque notaio del Distretto, per apprendere "sul campo" le modalità operative con le quali esercitiamo la nostra professione.

                                                                                                                                                                                                                                                Enrico Lera                                                                                                                                                                                                                Presidente del Consiglio Notarile di Brescia

Torna all'archivio news